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I segreti del cablaggio di rete

Ai gestori di rete oggi si presentano molte alternative, inclusa quella in fibra. Non c’è mai, però, l’opzione “prova prima di acquistare”. Che fare? Steven Foster, di Siemon, ce lo spiega.

Scegliere la giusta piattaforma tecnologica per il cablaggio di rete non significa scegliere una sola tecnologia in esclusiva. I sistemi più efficienti in termini di costi partono dalla selezione degli elementi più appropriati all’interno di una gamma di opzioni differenti, seguendo le semplici regole proposte nell’articolo che segue. Vi offriamo alcuni suggerimenti per evitare gli errori più comuni, insieme a linee guida per il futuro, per assicurare che la rete prescelta non ostacoli la futura crescita dell’organizzazione.

Scegliere la giusta piattaforma per il cablaggio di rete è una decisione importante; i costi sono generalmente elevati ed incidono non poco nelle scelte aziendali. D’altra parte una scelta sensata è facile se si confrontano le proprie necessità con le opzioni offerte.

Quelle che seguono sono le riflessioni di Steven Foster, Marketing Manager Emea di Siemon.

Il cablaggio in rame è semplice, affidabile e diffuso in maniera quasi universale. E’ flessibile, installabile rapidamente ed efficace per quasi tutte le applicazioni. E’ disponibile in diverse varietà, divise per categorie in base al livello di prestazioni. L’assoluta funzionalità ed efficienza in termini di costo del cablaggio in rame indica che esso rappresenterà il sistema ideale ancora per molto tempo.

La fibra ottica trova il proprio segmento vitale di mercato nelle applicazioni ad alta capacità. In molte situazioni la fibra garantisce una connettività di dorsale “verticale” negli edifici, collegando le sale di telecomunicazione e le sale apparati ad armadi di permutazione posti su ogni piano. Il rame invece permette la connettività “orizzontale” a ciascuna scrivania, workstation o altra applicazione. La Fibra è ideale inoltre per collegamenti tra diversi edifici in una struttura tipo ‘campus’ all’interno di aree più ampie.

Per ciò che concerne le applicazioni più “difficili” come il Gigabit alla scrivania, due rappresentanti relativamente nuovi del cablaggio in rame ad alte prestazioni (la Categoria 6A e la Categoria 7) possono essere una concreta alternativa alla fibra. Questo permette agli utenti di installare un sistema che funzioni con gli attuali apparati a 10/100/Mbit/s e Gigabit con la certezza di potere supportare nei prossimi anni la capacità di 10Gigabit.

Ciascuna di queste soluzioni è caratterizzata da specifici vantaggi e svantaggi. Nell’ambito del cablaggio in rame, le Categorie “5e”, “6” e “7” vedono l’introduzione di nuovi livelli con prestazioni superiori. La fibra è particolarmente utilizzata per cablaggi di edificio di dorsale o di tipo “verticale” e, per quanto alcune organizzazioni tendano a specificare la fibra fino alla scrivania, ciò avviene raramente per motivi di costo.

Con gli standard da 10Gbit/s approvati sia per le applicazioni che per i canali trasmissivi, e ancor più in una previsione a breve termine, l’impiego del cablaggio in rame a 10Gbit/s è sempre più presente nelle previsioni di molti utenti. Un sistema a prova di futuro come questo mette al riparo da qualsiasi rischio. Sebbene l’elemento finanziario sia da tenere in considerazione, dato che i costi del cablaggio hanno un peso secondario nei costi totali dell’impiego di reti a 10Gbit/s (stimati sul 5-7%, ma l’attività di aggiornamento degli apparati ridurrà ulteriormente i costi di cablaggio), inserire ora un cablaggio in rame a 10Gigabit/s per facilitare l’impiego di hardware a 10Gigabit/s in una strategia di rinnovamento tecnologico, dopo tutto è un piccolo prezzo da pagare per ottenere nel futuro maggiore flessibilità ed una longevità del sistema di cablaggio che arrivi ai sei/otto anni.

Le reti non sono immuni da problemi e rischi nascosti, che sono spesso indipendenti dalla gestione di rete. In molti casi, le scarse prestazioni dei sistemi installati sono dovute a specifiche limitate, a mancanza di flessibilità o alla presenza di punti critici non rilevati che abbassano la qualità della trasmissione. In seguito alla costante diffusione di applicazioni che richiedono un’elevata larghezza di banda, molte reti aziendali non sono più in grado di soddisfare i requisiti degli utenti. I gestori di rete devono collaborare strettamente con i servizi Ict e assicurare finanziamenti adeguati per sviluppare delle infrastrutture di rete che non ostacolino il flusso operativo dell’azienda.

In genere, le cause delle prestazioni rallentate non sono chiare ed è necessario l’intervento di esperti di monitoraggio delle reti per risolvere l’inconveniente. Spesso il problema è dovuto a un’insufficiente capacità di rete, a una cattiva installazione o all’uso di componenti di cablaggio “innocui” (come i cordoni di connessione) che si rivelano inefficaci pur essendo commercializzati come conformi agli standard. In tutti questi casi, si nota che il fattore costo è alla base della questione.

Sottovalutare la gestione del sistema rappresenta un altro fattore di rischio. Le reti configurate in modo inadeguato generano tempi morti e problemi di sicurezza il cui forte impatto economico è attribuito generalmente al gestore del sistema. Un software di monitoraggio di rete e un sistema intelligente di gestione dell’infrastruttura sono in grado di risolvere gran parte di questi inconvenienti e migliorare le prestazioni complessive della rete grazie a un sistema efficace di risoluzione dei problemi e tempi di reazione più rapidi.

In genere, il management è consapevole del valore mission-critical di una connettività aggiornata. Per questo, vale la pena trarre il massimo vantaggio dall’investimento e puntare su un’installazione duratura. Di fatto, la durata di vita del cablaggio si estende su più aggiornamenti dei sistemi attivi che vi sono installati: il cablaggio sopravvive in media a tre o quattro “aggiornamenti tecnologici”. L’investimento nelle infrastrutture di cablaggio deve considerare tale aspetto. I migliori produttori offrono inoltre garanzie premium di 20 anni per le installazioni realizzate con i propri componenti, un’infrastruttura di cablaggio duratura otterrà più facilmente l’approvazione da parte di un consiglio di amministrazione.

A ciò si aggiunge che le previsioni di crescita e informatizzazione dell’attività aziendale richiederanno una maggiore capacità di rete, e dinanzi alla diffusione di applicazioni utente che utilizzano un’elevata larghezza di banda, la tecnologia IT non può rimanere ferma. Tutti questi fattori combinati implicano la necessità di definire un sistema con un elevata potenzialità di crescita, considerato che in media le aziende decidono di effettuare il cablaggio di un edificio o di un piano solamente ogni 7-12 anni.

In sintesi, ecco un breve vademecum sulle varie tipologie di cablaggio.
Categoria 5e – Indicata per la maggior parte delle installazioni. Con componenti a 100MHz, è compatibile con applicazioni Ethernet a 10/100Mbit/s e Gigabit, anche se con questa ultima opzione la Cat 5e raggiunge il suo limite operativo. È la soluzione economicamente più vantaggiosa per aziende che non prevedono velocità superiori al Gigabit per l’intera durata di vita del cablaggio. Disponibile nelle varianti non schermate (Utp) e schermate (F/Utp) a seconda delle esigenze tecniche e dei mercati.
Categoria 6. È probabilmente il requisito minimo della maggior parte delle reti aziendali. Come la Cat 5e, supporta Ethernet a 10/100Mbit/s e Gigabit. Offre un notevole spazio di crescita per il requisito standard Gigabit Ethernet grazie a componenti fino a 250MHz, nelle varianti Utp e F/Utp.
Categoria 6A. Ultimo sviluppo del cablaggio in rame, la Cat 6A è stata sviluppata per soddisfare i requisiti del recente standard per applicazioni Ethernet a 10 Gigabit 10GBase-T. I cavi e i connettori della Cat 6A offrono prestazioni fino a 500MHz e garantiscono un throughput dieci volte superiore alla Cat 6, nelle varianti Utp e F/Utp.
Categoria 7. Fino a poco tempo fa considerata da molti come una soluzione “solo per la Germania”, oggi la Cat 7 è vista da vari gestori di rete e di data-center come un’alternativa di livello superiore rispetto alla Cat 6A. Con i suoi componenti a 600MHz, offre margini superiori e numerosi vantaggi tecnici, dato che ciascuna coppia è schermata singolarmente. L’alien crosstalk (ossia l’interferenza fra un cavo e l’altro) è stato il principale ostacolo nello sviluppo della Cat 6A ed è stato eliminato con la Categoria 7. I sistemi non schermati irradiano il segnale, favorendo intercettazioni non autorizzate di informazioni importanti e riservate.
Categoria 7A. Gli enti di standardizzazione del cablaggio stanno sviluppando la categoria 7A, caratterizzata da componenti e cavi fino a 1000MHz. Con una “capacità di Shannon” più che raddoppiata rispetto alla Cat 6, la categoria 7A potrà supportare applicazioni video a banda larga e lo sviluppo della tecnologia Ethernet successiva al 10Gigabit/s.
Fibra. Utilizzata soprattutto nei collegamenti di dorsale e campus, molti esperti raccomandano l’utilizzo di fibra multimodale di tipo Om3. Pur essendo ancora possibile installare fibra solo di tipo Gigabit, la soluzione Om3 consente trasmissioni a 10Gigabit/s fino a 300 metri e può essere utilizzata per collegare interfacce ottiche Gigabit di tipo classico. Per distanze superiori è necessaria fibra monomodale di tipo Os1, che però richiede interfacce attive più costose.

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