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Il nuovo standard Ethernet punta ai 10 Gbit sui cavi in rame

L’Ethernet Alliance e lo IEEE stanno lavorando su un progetto che potenzialmente potrebbe portare i 100 Gbit a livello di desktop. Ma quando questa velocità potrà essere sfruttata pienamente?

Lo scorso giugno (2007), è stato pubblicato lo standard 10GBASE-T con la promessa di raggiungere i 10 Gbit nelle normali operazioni sui cavi in rame. Questo standard è stato originariamente progettato per i data center, ma è lecito aspettarsi che progressivamente verrà spostato a livello di desktop. Potete immaginare cosa potrebbe accadere avendo a disposizione 40 Gbit e 100 Gbit potenziali?

Se cercassimo di individuare la prossima killer application, non sapremmo realmente di cosa si potrebbe trattare. Certamente, lo storage si avvantaggerebbe di un maggiore flusso di dati verso i server. Le aziende che oggi stanno virtualizzando i server otterrebbero un notevole giovamento da più ampi canali di trasmissione. Le applicazioni video e di collaboration trarrebbero grandi benefici da un maggiore throughput. Ma quale dovrebbe essere il giusto valore della prossima velocità?

Oggi abbiamo già WAN equivalenti sia ai 40 Gbit sia ai 100 Gbit. Il punto chiave qui potrebbe risiedere nel mezzo di trasporto, ovvero il classico rame con connettori RJ-45.

Quando uno standard viene sviluppato, passa attraverso un processo regolare, strutturato e per molti aspetti “politico”. Anche se ogni partecipante dell’IEEE è ufficialmente un individuo che non rappresenta gli interessi di alcuna azienda, le richieste iniziali in termini di interesse tendono a provenire da individui di industrie complementari. Le aziende e gli altri sponsor presentano delle informazioni all’IEEE per definire se il progetto dovrebbe o meno procedere. In caso affermativo, viene formato un gruppo di studio, che è responsabile della scrittura della richiesta di autorizzazione di progetto e della risposta a cinque criteri.

Tali criteri sono la fattibilità tecnica, la fattibilità economica, l’appeal verso il mercato, la soluzione unica e l’interoperabilità con altri standard. Una volta che questi sono stati completati dal gruppo di studio, viene attribuito un altro voto. Se viene stabilito che il progetto debba proseguire ulteriormente, nasce una task force formata da quei membri interessati a partecipare alla formazione dello standard. Dopo alcune approvazioni successive, nasce lo standard.

Lo standard per il networking a più alta velocità è ora nella fase di gruppo di studio. Finora, gli obiettivi approvati da tale gruppo di studio sono 100 Gbit su una fibra da 50 micron ottimizzata con laser o su una fibra OM3 (almeno 100 m) e su una fibra monomodale (almeno 10 km). Quest’ultima potrebbe cambiare in alcuni punti a 40 km. Si parla inoltre di avere 40 Gbit al secondo.

Ciò potrebbe essere la migliore alternativa al rame ma potrebbe fornire uno step supplementare per le applicazioni in fibra fra 10 Gbit e 100 Gbit. Le odierne strutture in rame a più elevate performance, categoria 7/Class F (attualmente l’unico standard ISO-IEC 11801 pubblicato in grado di supportare 10GBASE-T IEEE 802.3an, la categoria di standard 6a sia ISO-IEC sia TIA che sarà pubblicata quest’anno) e il più recente 7A (un sistema di cablaggio di 1 GHz), sono state modellate e hanno mostrato di essere capaci di supportare un’alternativa a 40 Gbit. Questa potrebbe essere una notevole applicazione per lo storage e nelle connessioni server nei data center.

È stato stimato che ci vorrà parecchio tempo prima che una CPU possa trarre il massimo vantaggio da un collegamento a 100 Gbit. Alcune valutazioni ritengono che ciò non possa avvenire prima del 2015, mentre le CPU potrebbero sfruttare un’alternativa a 40 Gbit già verso il 2010. In confronto alle velocità delle wide area network, sia l’alternativa sia entrambe le proposte avrebbero alcuni interessanti equivalenti. D’altra parte, non dimentichiamo che solo 10-15 anni fa utilizzavamo applicazioni DOS su schermi verdi e Windows era appena nato. Nei prossimi anni, potremmo spostare dati e portarli su Internet a velocità 40-100 volte maggiori di quanto possiamo fare oggi.

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