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It bersaglio facile dei budget, ma tagliarla è un errore

Per Davide Dagri, direttore commerciale Pmi di Dell, la riduzione di spesa ci può stare solamente se è un mezzo e non un fine e se è improntata a implementare sistemi It più efficienti.

Oggi le aziende sono chiamate a rivedere i propri piani di spesa, riducendoli se possibile, ma senza mettere a repentaglio né la competitività attuale né una crescita futura.
“Fin troppo spesso, le aziende partono dalle risorse It per cominciare a tagliare, senza pensare quanto queste possono risultare strategiche al business, sia in questo momento che, ancor di più, quando la fase acuta della crisi sarà passata”, spiega Davide Dagri, direttore commerciale Pmi di Dell Italia. “Il fatto che l’It rappresenti un elemento consistente della maggior parte dei bilanci, la rende un bersaglio facile nell’inevitabile procedura di taglio dei costi”.

Ma prima di iniziare a tagliare, è bene fermarsi un attimo a considerare quanto e come si debba veramente agire.
“L’It è un elemento imprescindibile all’operatività quotidiana dell’azienda, ed è un abilitatore fondamentale alla sua crescita economica, tanto che i tagli devono essere considerati con un’attenzione quasi chirurgica”, continua Dagri. “Bisogna tenere a mente che i periodi di caos e di difficoltà possono rappresentare anche un’opportunità. Infatti, le aziende più brillanti sono note proprio per la capacità di crescere in tempi di crisi. Traggono vantaggio dai timori dei loro concorrenti per far presa audacemente sui clienti dei concorrenti con nuove idee e iniziative”.
Volendo tenere un punto di vista ottimistico su ciò che è possibile fare, piuttosto che concentrarsi sul semplice taglio dei costi, Dell intende dare alcuni consigli su come gestire l’It per supportare al meglio le performance aziendali in tempi difficili.

Dimenticarsi del budget It
“Non significa certo smettere di considerare le spese legate all’It, che debbono rispondere ai criteri di disciplina economica che guidano ogni azienda”, aggiunge Dagri. “Molte aziende non hanno altra scelta che ridurre i costi, ma i tagli possono distorcere le risorse di un’azienda in maniera perversa”. Succede quando il taglio del budget non rimane più un mezzo ma diventa il fine. Un classico approccio alla riduzione dei costi è quello di chiedere a tutti di tagliare le spese secondo una stessa percentuale stabilita.
“È la strada più semplice da prendere”, conferma Dagri, “ma spesso conviene fermarsi a riflettere, per capire quali risorse It siano realmente di supporto alle attività più strategiche, presenti o future, e quali invece possano essere ridotte, o addirittura eliminate”.

Troppo spesso, le azioni rivolte al budget It tagliano le gambe a nuove possibili iniziative (progetti di sviluppo e investimenti di capitali in nuove tecnologie) di cui un’azienda ha bisogno per supportare il business in ottica futura.
Parallelamente, non viene toccata la spesa relativa al mantenimento di infrastrutture vecchie e costose.
“È sorprendente vedere come aziende con un fatturato di miliardi facciano fatica a spendere qualche milione in progetti It realmente strategici e necessari”, dice ancora il manager di Dell.
“Si deve cominciare da un’analisi seria e dettagliata dei budget, considerando a fondo la spesa It ed individuando per quanto possibile dove verranno generati i profitti futuri. Questi progetti non dovranno essere tagliati. Esistono spese It che portano ad un miglioramento sostanziale dell’efficienza, e spese che invece la migliorano marginalmente”, spiega Dagri. “Tante volte la necessità del management è di vedere un ritorno degli investimenti rapido, se non immediato”.
Richiesta legittima di per sé, che però può risultare limitata. “Molto più efficace sarebbe individuare modifiche ai processi tecnologici e di business necessari che possano essere realmente messe in pratica, idealmente in tempi brevi. In questo modo l’It può davvero supportare un’evoluzione del modello di business”.

Ma l’It è in grado di far crescere gli utili? La solidità di un’azienda, per Dagri, dipende dalla crescita del suo giro d’affari. Ridurne le risorse e le attività può rallentarne la crescita, con risultati potenzialmente negativi che possono farsi sentire per anni, soprattutto se vanno a minare le capacità competitive dell’azienda stessa. Parallelamente, l’It può aiutare a contattare nuovi clienti, indipendentemente dalla loro specificità geografica. Skype, FaceBook e LinkedIn sono un esempio di quello che la tecnologia oggi rende possibile, se applicata nella maniera giusta, tenendo presente il supporto concreto che deve dare al business. “Chi si occupa di management – chiosa Dagri – continui a domandarsi in che modo l’It può aiutare a mantenere le funzionalità peculiari di un’azienda. È bene ricordare che le società più solide resteranno e diventeranno ancora più forti, e soprattutto che,come per tutti i cicli economici, anche questo periodo di crisi avrà una fine. E lì si vedrà chi ha gestito la propria It in modo lungimirante”.

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