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Mozilla: tra Firefox e Chrome ecco il futuro dei browser

Intervista a Tristan Nitot, presidente e fondatore di Mozilla Europe. Da Firefox alla privacy, fino agli scenari futuri, mondo mobile incluso.
Browser web: presente e futuro della Rete. Ne abbiamo parlato con Tristan Nitot (nella foto), presidente di Mozilla Europe. Classe 1966, francese, Nitot è ai vertici di Mozilla, in ambito europeo, dal 2004: all’inizio dell’anno fondò infatti Mozilla Europe.
Abbiamo voluto interpellare Nitot, dapprima, sullo stato del mercato dei browser web cercando di conoscere la posizione di Mozilla su numerose vicende che si sono susseguite almeno da un anno a questa parte. Successivamente abbiamo parlato degli aspetti tecnici e tecnologici legati allo sviluppo dei prodotti della società partendo, ovviamente, da Firefox.
Nel corso della nostra intervista abbiamo posto qualche domanda “scomoda” sul posizionamento di Firefox rispetto agli altri “competitors” e sulle strategie che Nitot ritiene possano essere messe in campo, da un lato, per continuare a guadagnare quote di mercato, dall’altra per contrastare l’ascesa di altri moderni browser come Chrome e Safari.
Dal punto di vista tecnico, abbiamo affrontato il tema della tutela della privacy degli utenti e delle misure di sicurezza che Mozilla intende mettere in campo per salvaguardare “l’integrità” dei sistemi client. Mettendo sul piatto l’argomento “sandbox” e citando quanto fatto dai tecnici di Google in Chrome sin dalla prima versione del browser, Nitot ha preferito non offrire dettagli sulle mosse future di Mozilla. Le risposte di più ampio respiro hanno riguardato le novità della versione 3.6.4 di Firefox, qualche interessante anticipazione sulla 4.0, l’estensione del servizio “Plugin Check” a tutti i browser (compresi quelli “rivali”) e gli aspetti prestazionali.
Molto utili le conferme che abbiamo avuto in tema di gestione della privacy, del rapporto di Mozilla con il mondo “mobile”, della posizione dell’azienda in merito alla veicolazione di contenuti multimediali attraverso le pagine web.

Il panorama attuale dei browser web ed il mercato

Partiamo proprio da Mozilla Firefox. Le ultime statistiche di Netapplications accreditano Firefox di una quota di mercato media, a livello mondiale, pari al 24,3% mentre Internet Explorer è sceso, già ad aprile, sotto la soglia del 60%. Come valuta le “performance” di Firefox e quali sono i dati in vostro possesso?

Ritengo che i dati di Net Applications siano piuttosto verosimili. Purtuttavia, debbo dire che in Europa stiamo facendo registrare dati ancora migliori. In Polonia, ad esempio, Mozilla Firefox ha superato la soglia del 50%. Lo testimoniano le statistiche pubblicate a questo indirizzo.

Sempre stando ai dati diffusi da Netapplications, Internet Explorer avrebbe perso il 10% in un anno. Quali sono, secondo Lei, le principali motivazioni che stanno determinando una contrazione della quota di mercato detenuta da Internet Explorer?

E’ una combinazione di più concause. Fondamentalmente, gli utenti richiedono innovazione, estensibilità, velocità e semplicità d’uso. Firefox è stato in grado di spostarsi simultaneamente verso queste quattro direzioni sebbene ci sarebbe molto da argomentare sulle altre motivazioni che hanno decretato il successo del nostro browser, impiegato oggi da 400 milioni di persone a livello mondiale.

Quanto può avere realmente inciso l’esposizione del cosiddetto “ballot screen” (ved. anche questi nostri articoli di approfondimento), la schermata per la scelta del browser da impostare come predefinito, agli utenti europei? Un altro vostro concorrente, Opera Software, a pochi giorni dal varo del “ballot screen” dichiarò di aver triplicato i download del browser. Quali variazioni ha invece riscontrato Mozilla?

Sono gli utenti europei ed essere usciti vittoriosi dopo l’avvio del processo che ha portato all’esposizione del “ballot screen”. Molti utenti hanno avuto per la prima volta l’opportunità di scegliere realmente quale browser installare ed utilizzare. E questo può aver inciso sul numero dei download .

Restiamo sull’argomento “ballot screen”. Inizialmente Mitchell Baker espresse forti dubbi rispetto alla soluzione poi accettata, spiegando che Internet Explorer resterebbe comunque in una posizione favorevole rispetto ai browser concorrenti. Qual è la vostra posizione ad ormai parecchi mesi di distanza dalla “girandola” di dichiarazioni che accompagnò il debutto del “ballot screen”? Non ritiene che Apple possa essere nella stessa situazione con la coppia Mac OS X – Safari?

Sebbene il meccanismo del “ballot screen” abbia ricevuto una così grande attenzione, crediamo che i principi di base che Microsoft è tenuta ad adottare per rispettare le scelte compute dall’utente restino ancor più importanti per la salvaguardia del mercato nel lungo termine.
E sebbene sia Apple che Microsoft possano trarre beneficio, in termini di distribuzione, dall’integrazione del browser web all’interno dei rispettivi sistemi operativi, c’è una differenza sostanziale, da un punto di vista legale, tra le due realtà: Microsoft gode di una posizione dominante. Cosicché le regole antitrust che si applicano nel caso di Microsoft non “interessano” Apple.

Un browser che sta entrando prepotentemente “in classifica” è Chrome. Il prodotto, sviluppato da Google, pur essendo ancora ben lontano dalle quota di utenza di Firefox ha fatto segnare, ad aprile 2010, uno “share” del 6,7% circa mentre un anno prima era poco sopra il 2%. Come valuta la “discesa in campo” di Google nell’area dei browser web e le percentuali di Chrome rispetto a Firefox?

Chrome è un prodotto interessante. Nonostante alcuni lo considerino un “concorrente” di Firefox, lo vedo come un altro software in grado di contrastare Internet Explorer che è comunque, ad oggi, il leader in termini di quote di mercato.

Passiamo alle novità di Firefox. Può darcene qualche anticipazione, con particolare riferimento all’adozione del progetto “Lorentz”?

Stiamo accelerando il passo. L’obiettivo è quello di mettere il lavoro che stiamo compiendo nello sviluppo di Firefox nelle mani degli utenti, prima possibile. Una delle novità che debutteranno più a lungo termine e sulle quali ci stiamo concentrando, consiste nel suddividere il funzionamento di Firefox in più processi separati. Il primo passo in questa direzione si avrà con il rilascio della versione 3.6.4 di Firefox all’interno della quale tutti i plugin come Flash, Quicktime e Silverlight opereranno utilizzando dei processi separati. Ciò avverrà sui sistemi Windows e Linux mentre un’analoga funzionalità sarà introdotta successivamente in Mac OS X. Si tratta di quella che abbiamo battezzato “crash protection”.
Dal momento che non saranno introdotti sull’interfaccia utente di Firefox, abbiamo pensato che non fosse il caso di ritenere la nuova versione del browser una “major version” e quindi abbiamo ritenuto di non battezzarla “3.7”.
Installando l’aggiornamento 3.6.4 di Firefox, gli utenti noteranno i maggiori benefici in termini di stabilità del prodotto.
Alcuni plugin in circolazione, infatti, non sono così stabili come ci si augurerebbe, provocando purtroppo dei crash del browser. Si tratta di situazioni gravose per gli utenti che sono però egualmente imbazzanti anche per Mozilla. E ciò perché in questi casi sono due gli aspetti che si combinano:
– Quando un plugin va in crash, in Firefox, causa il blocco dell’intero browser web. L’utente non riesce a stabilire il responsabile dello spiacevole evento e generalmente ritiene che è Firefox ad essere andato in crash sebbene, in realtà, non si tratti di un problema nel codice alla base del funzionamento di Firefox.
– Mozilla non controlla il codice runtime del plugin né il codice dell’applicazione (nel caso di Flash): noi non possiamo quindi risolvere i bug relativi a tali componenti in maniera autonoma.

Con l’arrivo della versione 3.6.4 del browser, eseguiremo i plugin in un processo separato. Ciò significa che se un plugin andrà in crash, Firefox non lo seguirà e non andrà anch’esso in crash. Il salto di qualità in termini di stabilità sarà così davvero marcato.

Quindi, con la versione 3.6.4 anche Firefox si avvicina sempre più al concetto di “sandbox”. Le novità introdotte consentiranno, allo stato attuale, di evitare che l’intero browser si blocchi o vada in crash in seguito ad un malfunzionamento dei plugin oppure ci saranno benefici anche in termini di sicurezza?

Ci saranno anche alcuni benefici in termini di sicurezza ma si tratta di innovazioni di minore entità se paragonati agli enormi progressi compiuti sul versante della stabilità del prodotto.

Quando inizierà Firefox ad “isolare” ogni finestra ed ogni scheda (“tab”) aperta durante la navigazione in un processo a sé stante evitando così che un malware possa utilizzare i privilegi dell’account utente che ha inizialmente lanciato il browser? Secondo le indiscrezioni, Mozilla starebbe già lavorando sul tema (progetto “Electrolysis”): il meccanismo di “sandboxing” vero e proprio debutterà in Firefox 4.0?

Il progetto “Electrolysis” è incentrato proprio sulla separazione dei processi utilizzati da Firefox. E’ tuttavia troppo presto per discutere su ciò che è destinato ad essere “separato” (ad esempio, un processo per scheda/finestra oppure un processo per l’interfaccia utente, un altro per il rendering e così via).

A proposito di Firefox 4.0, quali sono le principali novità delle quali si farà portatore la nuova versione del vostro browser? Qual è la data di lancio del prodotto, così come attualmente programmata? E che probabilità ci sono che tale data venga rispettata?

Il rilascio di Firefox 4 è pianificato per la fine dell’anno ma, come sempre, i rilasci sono condizionati dal rispetto degli standard di qualità; non si può semplicemente parlare “di date”. Per questo motivo, Firefox 4 verrà rilasciato… non appena sarà pronto.
Firefox 4 porterà molte novità a beneficio di semplici utenti e sviluppatori web. L’aspetto prestazionale è la priorità numero uno, con particolare riguardo al tempo di avvio del browser, alla velocità generale nel rispondere alle richieste dell’utente, all’esecuzione di codice JavaScript, alle performance DOM sino all’utilizzo delle GPU per il rendering di fonti di carattere e pagine web.

La prossima versione del browser farà uso di una nuova interfaccia utente: il nostro obiettivo consiste nel fare in modo che le persone possano effettuare operazioni sul web in modo più rapido rispetto a quanto accade adesso ed, allo stesso tempo, che si abbia un maggior controllo su ciò che si sta facendo.

Tra le novità appannaggio degli utenti, ricordo la nuova interfaccia, il nuovo gestore delle estensioni, le nuove funzionalità per la gestione delle schede. Per quanto concerne gli sviluppatori, invece, posso citare il parser HTML5, le transizioni CSS3, il supporto per WebM, WebSockets, PushState, per le “gestures”, il “multi touching” e così via.

Aspetti prestazionali. Il web è evoluto moltissimo rispetto a ciò che era appena qualche anno fa. Sono sempre più comuni le applicazioni Web 2.0 che offrono uno spiccato livello di interazione con gli utenti. Ecco che quindi è sempre più comune imbattersi in siti web che fanno ampio utilizzo di AJAX o comunque di larghe porzioni di codice JavaScript. La sfida, per i browser web, è divenuta quella di eseguire quanto più rapidamente possibile il codice JavaScript in modo da garantire le prestazioni migliori. Test effettuati con il famoso benchmark “SunSpider” hanno evidenziato “score” più ridotti, per Firefox 3.6.3, rispetto ai rivali Opera, Chrome e Safari, rispettivamente in prima, seconda e terza posizione. Conferma questi risultati e quali novità saranno introdotte in Firefox per colmare il divario?

Sunspider è uno dei benchmark oggi disponibili ed è certamente piuttosto affidabile per la misurazione delle performance dei browser web nell’esecuzione di codice JavaScript. Stiamo lavorando alacremente per sopravanzare gli altri browser in questo campo. Ad ogni modo, vorrei rimarcare come, fondamentalmente, si abbiano due classi di browser: quelli moderni, incluso Firefox e gli altri che avete nominato, che sono davvero veloci ed il vecchio Internet Explorer (nelle versioni 6, 7 e 8), assolutamente lento se comparato con gli altri prodotti.
Ora, è certamente cosa buona misurarsi per guadagnare la vetta della classifica e guadagnare tempi dell’ordine dei millisecondi nell’esecuzione di codice JavaScript, tuttavia ritengo che l’aspetto più importante sia, per il momento, incoraggiare gli utenti ad utilizzare un browser web moderno. In questo modo si renderà più facile la vita agli sviluppatori che cercano di mettere a punto siti web innovativi fidando sulla compatibilità con i browser web più veloci, potenti e che supportano gli standard.

Mozilla ha deciso di estendere il funzionamento del servizio “Plugin Check” a tutti i principali browser web: l’utilizzo di plugin ormai superati comporta infatti enormi rischi esponendo a numerose tipologie d’infezione durante la “navigazione” sul web. Vuole parlarci dell’iniziativa indicando quanti e quali differenti plugin il vostro servizio è capace di rilevare?

Penso che la nostra decisione di estendere l’utilizzo del servizio “Plugin Check” agli altri più comuni browser ben evidenzi come l’atteggiamento tenuto da Mozilla sia diverso da quello di altri vendor. Siamo l’unica organizzazione “no profit” nel mercato dei browser e la nostra missione è quella di rendere il web migliore, a beneficio di tutti.
Firefox è certamente lo strumento più ovvio sul quale stiamo cercando di fare leva per raggiungere il nostro obiettivo. Anche “Plugin Check”, tuttavia, ha la stessa ambizione: contribuire a rendere il web più sicuro coinvolgendo le persone che non usano Firefox.

Una ricerca di Trusteer aveva concluso che addirittura l’80% di coloro che “navigano” sul web utilizzano una versione obsoleta (e quindi potenzialmente pericolosa) dell’Adobe Flash Player. Pensa che meccanismi come “Plugin Check” rappresentino la soluzione definitiva oppure sarebbe auspicabile che fosse Windows a controllare lo stato di aggiornamento dei vari software e dei componenti aggiuntivi (un po’ come è stato fatto con l’introduzione dei controlli sulla presenza di un software antivirus e sul relativo stato)?

Ritengo che sia responsabilità di tutti fare in modo che il sistema dell’utente sia il più possibile sicuro. Noi stiamo facendo la nostra parte con Firefox (che integra “Plugin Check” sin dalla versione 3.6) e stiamo cercando di andare ancor più in profondità offrendo il servizio anche agli utenti degli altri browser.
C’è però un limite a quello che possiamo fare in questo campo: ci auguriamo comunque di dare l’esempio e di aumentare la consapevolezza sull’argomento.

Fine prima parte

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